Gli Sugar Free: la pop band catanese ritorna alle origini
di Redazione, 68 letture - 18 giugno 2009Reduci da un disco di platino e uno d’oro, un sanremo, la colonna sonora di un film per i grandi media, una carriera esplosa e consumata velocemente, la band catanese è pronta per ripartire col nuovo singolo, con un nuovo british sound, e soprattutto con Alfio Consoli, fondatore storico del gruppo.
a cura di Maniposa
Gli Sugarfree nascono a Catania nel 2000, inizialmente come cover band su iniziativa del cantante Alfio Consoli, iniziando la loro carriera così, suonando rock’n’roll anni 50, rhythm’n’blues, rivoltando locali in festa, accendendo l’allegria nelle piazze siciliane, coinvolgendo giovani e meno giovani, fin quando non arriva il sogno di una vita, un contratto discografico con la Warner, una delle maggiori etichette discografiche al mondo.
Ed è così che i cinque ragazzi cominciano la loro avventura, scalano le classifiche, sbancano col singolo e l’album, godendosi completamente il momento più magico della loro vita. Arrivano le fans scatenate, di quelle che sotto il palco si strappano i capelli, gli sponsor, i riflettori sempre accesi, una scia di applausi e di consensi che li segue dappertutto, un fuoco d’artificio improvviso, un sogno che si fa vero. Poi silenzio. E il pubblico si chiede cosa mai stia succedendo, pronti già a chiamarli meteore. Ma i mesi trascorsi a confrontarsi col mercato discografico italiano, con una realtà che non bada a delicatezze ma solo ai numeri e agli incassi, il confronto con gli artisti internazionali con cui riescono a condividere palchi ed esperienze, conduce la band catanese a guardarsi intorno, per valutare, capire, riprendere fiato, aggiustare il tiro e ripartire. Perché nonostante siano ottimi musicisti, gli sugar, sotto i riflettori, diventano presto una boy band, e la loro musica viene quasi esclusivamente indirizzata alle teen ager, ed etichettata come pop di veloce uso e consumo per gli adolescenti.
Chiedo a Giuseppe Loiacono, batterista del gruppo, cosa sia realmente accaduto. “Il successo ci ha investito completamente, siamo stati invasi da una forza incontenibile, che per un attimo ci ha fatto perdere di vista i nostri veri obbiettivi, adesso stiamo ritrovando il nostro equilibrio, il nostro vero suono, siamo alla ricerca della musica migliore.” Come siete finiti nei poster delle stanze delle teen ager? “Non abbiamo mai voluto essere una boy band, ma poi di fatto, soprattutto scrivendo la colonna sonora per il film di Moccia “Scusa ma ti chiamo amore” , l’etichetta è stata inevitabile. Le nostre musiche sono sempre state di qualità, ma i testi chiaramente indirizzati a un pubblico molto giovane; e in questo ruolo ci sentivamo stretti. Abbiamo voglia di abbracciare un pubblico più cosciente, più maturo, anche se ci rendiamo conto che è dura, perché oggi chi compra i dischi sono soprattutto i ragazzini. Dischi non se ne vendono più”
Alfio Consoli mi spiega che già da un anno non esistono più i dischi dei singoli impacchettati e venduti sotto casa al negozio dischi. Tutto avviene oramai attraverso il web. La classifica dei singoli più venduti non esiste più ed è stata sostituita dai brani più ascoltati in radio o dagli mp3 scaricati come suoneria sui telefonini. L’inedito si trova su I Tunes, tutta musica virtuale, invisibile, che se scaricata va a finire dentro un affare appeso a uno zainetto, l’I-pod, capace di contenere migliaia di canzoni che poi verranno presto sostituite con delle nuove. Anche la musica attraversa un delicato momento storico. Quando uscirà il vostro nuovo singolo? Il 22 di Giugno su tutti i motori di ricerca e in tutte le radio italiane. “Regalami un’estate” è una canzone fresca, di ampio respiro, giovane ma assai più matura rispetto ai precedenti lavori. L’arrivo del nuovo chitarrista, Salvo Urzì, ci ha permesso di abbracciare e realizzare meglio le nostre idee, siamo più affiatati che mai e fieri di ripartire con una nuova veste. Non rinneghiamo i precedenti lavori, anzi è proprio grazie a Cleptomania (di cui abbiamo venduto quarantamila copie) e a tutta la gente che ci ha sostenuto, che oggi possiamo valutare meglio e decidere lucidamente del nostro futuro e della nostra musica. E quando suonerete a Catania? Sembra strano, ma a Catania non abbiamo mai suonato. Siamo saliti sui palchi di tutta Italia, di tutta Europa. Ma un concerto a Catania non ce l’hanno mai fatto fare. Come mai?
Tra un po’ spengono anche l’ultimo lampione del comune, non è un segreto. E poi diciamocelo chiaramente, siamo stai anche un po’ snobbati nonostante il grande successo di massa. Anzi, forse è proprio per questo. Siamo strani noi catanesi, orgogliosi dei nostri talenti da un lato, ma esterofili convinti. In ogni caso per chi volesse rivederci in zona, il 24 Giugno saremo a Tremestieri Etneo, ospiti presso il centro commerciale "Le Ginestre"




